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1 septembre Dublino 2009 –Cronache estive parte 3-…e poi finisce che mi ritrovo in aereo, che tutti dormono stremati… e io da solo che piango come uno scemo con il cappuccio in testa! Si, questa è la scena penosa che chiude il turno inpdap di quest’anno a Dublino… con Irene, 2 sedili più avanti, che ronfa allegramente e affianco a me uno dei vari ragazzi di Cagliari affetto da febbre burina con il naso tappato e il respiro pesante, causa clima irlandese. Cari lettori, è terminato anche questo turno inpdap, nuovamente in terra irlandese, precisamente a Dublino, Griffith Avenue, al college Marino Institute of Education. 17-31 agosto 2009: 15 giorni stranamente passati più lenti del solito… e non è un male! Clima sbarazzino, con attimi di sole e calore e attimi di gelo e pioggia (oh, cara Benagol…); colleghi, tanti…anzi, tante, visto che io e il responsabile teatrale eravamo gli unici maschi (oltre a dottore e infermiere); ragazzi, quasi 200, di tutta Italia, colorati come sempre dai loro affascinanti accenti regionali, dalle loro personalità scoppiettanti e le loro cavolate da adolescenti. Non c’è che dire, torno a casa soddisfatto anche questa volta. Giornata tipo? Sveglia alle 7.30, colazione in mensa, i ragazzi vanno a fare inglese e io comincio con il laboratorio artistico, pranzo, caffè solubile, morte di un’oretta in camera e poi di nuovo al laboratorio artistico, cena alle 18.30, riunione in direzione, doccia e attività serali, partita a scopa/merda in qualche flat dei ragazzi, merenda notturna, scemenze varie con i colleghi, momento “vaniglia” e poi morte in camera sino all’indomani. In caso di escursione, si spostano gli addendi ma il risultato non cambia. …E QUESTA E’ LA STORIA DI YELLOW PECORA… Giornate che non mi hanno privato di sussulti emotivi. E’ strano come i ragazzini si coprano di maschere solo perchè “dalle loro parti, se non fai così, sei fuori”… e poi finisce che basta l’arma giusta per incrinare la maschera e vedere che sotto c’è solo un normale ragazzino di 14/15 anni. Oppure le ronde fatte “a modo mio”, dove prima di rimandare in camera gli intrusi di qualche flat, mi sedevo a parlare con loro, a scroccare patatine e coca-cola e solo dopo, a un cenno di testa, capivano che dovevano tornare nelle loro stanze e ubbidivano senza lamentele. L’arma giusta. E da quei momenti ne nascono di nuovi altrettanto importanti, come una chiacchierata lunga un ora sui trifogli del campo di calcio gaelico o confidenze, chiarimenti, tormentoni, battute, che solo senza quell’arma giusta forse non sarebbero mai arrivati. E come dimenticare lo shopping di qualità fatto con Irene e Benedetta: Jeans, camicia, maglietta, mutande da teen-ager, sciarpa chic, guanti, felpa, con meno di 100 euro: ANDATE IN IRLANDA A VESTIRVIIII, COSTA TUTTO POCO! (Bershka, Pull and Bear e Penneys rules!) Ma andate con Irene, che già lo sa lei cosa devi comprare, bah bah… …E INDOVINA SU COSA VANNO A SBATTERE? SULLA LAVATRICE. Un grazie sicuramente a chi mi è stato vicino, a chi mi ha fatto ridere, a chi mi ha fatto incavolare e poi piangere, a chi mi ha fatto vivere il ruolo di group leader, un grazie a Irene, Barbara, Gavina, Benedetta, Antonella, Daniela, Delphi, tutti i colleghi insomma, il mio gruppo di Glendalough (Matteo, Roby, Simona, Michele, Ivan, Giulia “Gianglòd”, Giulia, Federica, Chiara), gli altri ragazzi (Maurizio, Antonio, Matteo ingegnere, Francesco, Stefano Stellina, Ducio e i “merdaioli”, Lorenzo “Yellow Pecora”, Giacomino (yyyaaah!!) e gli altri “scopettari”, Carola, le ragazze di Irene e di Delphi ecc, Francesco Dracula, Alessandro e i “Ganzi e Rozzi”)… “NON CONFONDERE I CAZZI COI PAVESINI” Il ritmo scombussolato dei singhiozzi di uno dei ragazzi che superava quello della musica da discoteca… o la testa appoggiata sulle gambe di una persona cara… le risate e le cavolate fatte con i ragazzi o con i colleghi in college… o l’abbraccio stritolatore e sincero di uno dei miei “protetti” alla partenza dal college… Sono partito carico di stress per la mole di lavoro che avevo, ho e avrò da smaltire per un bel po’… ma se il bilancio di questi miei salti mortali comprende tutto questo, allora il saldo non può essere che positivo… Si, sto diventando come di quelle signore incinte che hanno gli sbalzi d’umore e le crisi emotive, ahahah! E comunque fuck, quando mi ricapitano queste cose?? Oltretutto, essere nominato “piccolo Jack” dalla direttrice non capita mica tutti i giorni alla Master Studio! “In Dublin far city, where the girls are so pretty, I first set my eyes on sweet Molly Malone….” L’inguaiato Bremmi. Commentaires (1)Pour ajouter un commentaire, connectez-vous avec votre identifiant Windows Live ID (si vous utilisez Messenger ou Xbox LIVE, vous avez un identifiant Windows Live ID). Connectez-vous Vous n'avez pas d'identifiant Windows Live ID ? Inscrivez-vous
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